Io mi hai guardato silenziosa
hai quasi impercettibilmente
cercato un appiglio
un chiodo che fosse sostegno
perché il tuo sogno
fosse ascoltato
compreso
senz’urto
e ogni parola - ogni suono
diventa stagno.

Io mi sono piegato sul tuo corpo.


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CANTO DELL’ ATTESA

                                                               a A. R.

mio melanconico angelo custode
mia violata musa madonna tatta
carni e profumi aleggiano nella mia mente
quando silenzioso sale in me
di te il ricordo lento è il tuo essere
che si fa vero nella carne cruda
echeggia e rimbalza contro le forti
scanalature del mio animo e giunge
languido alla mia percezione
come brivido pungente calore
e gelo miele in questi attimi amaro
- io so perché -
                             
sempre triste e smanioso
si fa il mio essere ogni volta che tempo
violento strazia il cuore nell’ attesa
crudele dio ctonio avvezzo a sfottere
gli amanti – ma anche il labile profumo
della memoria solo può bastarmi
in questa notte che - già lo so - sarà
molto lunga e inevitabilmente ebbra.

 

 

'ndret'         bir         'nnanz'