Terra di Lucania e gente lucana, binomio inscindibile. Perché la terra di Lucania, dura, aspra, spesso inaccessibile, entra nella carne della gente che la vive a costituirne consistenza e concretezza. Perché la terra di Lucania, splendida, polimorfa, accessibile a chi vuole esplorarla, permea il sangue come linfa vitale e, proprio come i suoi innumerevoli fiumi, determinati e possenti, pur se esili, informa il vissuto della gente lucana a volontà e creazione di senso, solcando monti, scavando gole profondissime, aprendo piani immensi. Perché la terra di Lucania, vivace di colori innumerevoli e cupa come il bosco più fitto, colma delle erbe più preziose e minacciosa di basilischi e falchi e lupi, di frutti ricca e dura di pietre, dona alle intelligenze un abitus di umile e ferma coscienza di sé, del proprio esserci, del proprio cammino.
Per rendere omaggio a questa terra, meravigliosa come una passione , YZU crea uno spettacolo, un reading poetico in musica, che sgorga dalle memorie di due illustri lucani, Carmine Crocco, detto 'Donatelli', e Rocco Scotellaro. Due lucani reclusi nelle “patrie galere” a causa del loro attaccamento alle proprie storia, cultura, gente, alla propria terra che tutto toglie e tutto dona; per la loro fiducia in un senso di giustizia millenario per troppo tempo disatteso ed eluso da chi, in questa terra, ha imposto la propria baronia e della sua gente ha approfittato in nome della propria ‘legge'; per un agire messianico teso alla redenzione di un popolo da troppo tempo, impunemente, sottomesso e aggiogato all'altrui abuso.
A partire dalle memorie da dietro le sbarre di SCOTELLARO e CROCCO, scaturisce la volontà di narrare la dignità e la fierezza della gente di Lucania, la sacrale bellezza della terra di Lucania.
Con umiltà e deferenza, YZU rielabora alcuni passi scritti in carcere dai suoi due conterranei, aggiungendo qualche proprio scritto, la voce, le maschere, l'azione e una suite musicale di propria elaborazione.
